01Perché lo chiedono
Neopatentati, pignorati, stranieri, assicurazioni
L'auto viene intestata a un altro per quattro ragioni ricorrenti. Il figlio neopatentato che non può guidare auto potenti, o per cui l'assicurazione costa il triplo, usa l'auto «del padre». Il debitore con un pignoramento in corso intesta l'auto nuova alla compagna. Lo straniero senza residenza o senza permesso in regola compra l'auto a nome di un connazionale. Il pregiudicato che perderebbe l'auto in un sequestro la mette a nome della madre. In tutti i casi la persona che guida non è quella che risulta, e questa è esattamente la situazione che il codice della strada ha deciso di vietare.
02La norma
Il divieto di intestazione fittizia
La carta di circolazione e il certificato di circolazione «non possono essere rilasciati qualora risultino situazioni di intestazione o cointestazione simulate o che eludano o pregiudichino l'accertamento del responsabile civile della circolazione di un veicolo» (art. 94-bis, co. 1, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285). Chi richiede o ha ottenuto i documenti in violazione del divieto «è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 543 a € 2.170», e la sanzione «si applica anche a chi abbia la materiale disponibilità del veicolo al quale si riferisce l'operazione, nonché al soggetto proprietario dissimulato» (co. 2). Il veicolo «è soggetto alla cancellazione d'ufficio dal PRA» e dall'archivio nazionale dei veicoli; chi lo fa circolare dopo la cancellazione risponde delle sanzioni per la circolazione senza carta di circolazione (co. 3).
La norma è costruita su tre persone, e lo dice: l'intestatario, chi usa l'auto, il proprietario dissimulato. Tutti e tre pagano. La finalità dichiarata è l'accertamento del «responsabile civile della circolazione»: la legge vuole sapere chi risponde dei danni, e l'intestazione fittizia serve precisamente a impedirlo.
Accanto al divieto c'è un obbligo che lo completa. Gli atti «che comportino la disponibilità del veicolo, per un periodo superiore a trenta giorni, in favore di un soggetto diverso dall'intestatario» vanno dichiarati entro trenta giorni per l'annotazione sulla carta di circolazione, e l'omissione è sanzionata con la somma da 727 a 3.629 euro (art. 94, co. 4-bis e co. 3). Il comodato dell'auto al figlio, al dipendente, al convivente non è vietato: va dichiarato. La differenza tra il comodato annotato e l'intestazione fittizia è la differenza tra dire la verità e nasconderla.
03Il rischio vero
Tutto arriva al nome sul libretto
- Le multe Le sanzioni per le violazioni accertate senza fermare il veicolo — autovelox, ZTL, semafori, corsie — vengono notificate al proprietario risultante dal PRA, che è obbligato in solido al pagamento (art. 196 C.d.S.) e deve comunicare i dati del conducente per la decurtazione dei punti; se non lo fa, paga un'ulteriore sanzione. L'intestatario di comodo riceve le multe di un altro, e le paga o le contesta a proprie spese.
- La responsabilità civile Il proprietario del veicolo «è responsabile in solido con il conducente» dei danni prodotti dalla circolazione, «se non prova che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà» (art. 2054, co. 3, c.c.). Chi ha intestato l'auto sapendo che la guiderà un altro non può provare che circolava contro la sua volontà. Se l'assicurazione non copre — perché il conducente abituale non era dichiarato, perché la polizza era stata stipulata su un rischio falso — il danno grave lo paga l'intestatario per tutta la vita.
- L'assicurazione La polizza stipulata dichiarando un proprietario e un conducente che non sono quelli veri è una polizza su dichiarazioni inesatte: l'assicuratore può ridurre l'indennizzo o rifiutarlo, e rivalersi. Il vantaggio economico per cui si è fatta l'intestazione è la prima cosa che sparisce nel sinistro.
- Sequestri e confisca Il veicolo del pregiudicato intestato alla madre è, per il codice antimafia, un bene di cui il pregiudicato dispone «indirettamente»: si sequestra e si confisca nelle mani della madre. Nei reati stradali gravi — guida in stato di ebbrezza con confisca del veicolo, ad esempio — la confisca colpisce il veicolo del conducente, e la giurisprudenza discute caso per caso il veicolo intestato a terzi: l'intestatario di comodo si trova a dover dimostrare in un processo altrui che l'auto è davvero sua.
- Il fisco e l'ISEE L'auto intestata incide sull'ISEE dell'intestatario, e la Guardia di Finanza usa le auto intestate a persone senza reddito come indizio di interposizione nell'accertamento sintetico. Il prestanome dell'auto di lusso finisce nel redditometro di un altro.
04Uscirne
Il trasferimento, o la denuncia
L'intestatario che vuole uscire ha bisogno della collaborazione del vero proprietario: un atto di trasferimento con firma autenticata, la trascrizione al PRA e l'aggiornamento della carta di circolazione entro sessanta giorni (art. 94, co. 1). Fino a quel momento le multe, la tassa automobilistica e la responsabilità restano sue. Se il vero proprietario non collabora, non esiste una «rinuncia» unilaterale all'intestazione: restano la via giudiziale, per far accertare che il contratto era simulato, e la denuncia dell'intestazione fittizia agli organi di polizia stradale, che comporta la cancellazione d'ufficio del veicolo e la sanzione anche a carico del proprietario dissimulato. Non è una via indolore per chi la percorre, perché la sanzione dell'art. 94-bis colpisce anche chi «abbia ottenuto» i documenti; ma chiude il rapporto.
L'auto intestata a un altro non è un favore da poco: è la responsabilità civile di uno sconosciuto al volante, a tempo indeterminato.
Pagine collegate