01Il sistema
Perché il nome del donatore è un fatto pubblico
Il finanziamento delle campagne elettorali federali americane si regge su tre regole: limiti per persona alle contribuzioni a ciascun candidato e comitato, divieto assoluto per alcune categorie di donatori, e pubblicità dei nomi. I comitati riportano alla Federal Election Commission chi ha dato, quanto e quando, e i rapporti sono consultabili da chiunque. Il sistema funziona solo se il nome riportato è quello di chi ha davvero messo il denaro. Lo straw donor — il donatore di comodo — è la persona che compare nel rapporto al posto del vero finanziatore, che vuole superare il proprio limite, o che non potrebbe donare affatto.
02Le norme
§ 30122: nessuna contribuzione in nome altrui
La norma è breve: «Nessuno può fare una contribuzione a nome di un'altra persona o consapevolmente permettere che il proprio nome sia usato per effettuare tale contribuzione, e nessuno può consapevolmente accettare una contribuzione fatta da una persona a nome di un'altra» (52 U.S.C. § 30122). Copre tre soggetti: chi finanzia il prestanome, il prestanome che presta il nome, e il comitato che accetta sapendo. Il meccanismo tipico è il rimborso: il datore di lavoro, il socio, il familiare «suggerisce» la donazione e restituisce l'importo in contanti, con un bonus, con una nota spese. Il rimborso è ciò che trasforma il donatore in un prestanome, e la sua traccia — un bonifico dello stesso importo pochi giorni dopo — è ciò che l'FBI cerca.
Le pene sono nel § 30109(d): per la violazione «consapevole e volontaria» che riguarda contribuzioni «per un ammontare complessivo di 25.000 dollari o più durante un anno solare», reclusione fino a cinque anni; tra 2.000 e 25.000 dollari, fino a un anno. Ma quasi ogni caso di straw donor viene contestato anche come falsa dichiarazione al governo federale, perché il rapporto del comitato alla FEC che riporta il nome del prestanome è un documento falso «in una materia di competenza» di un'agenzia federale (18 U.S.C. § 1001, cinque anni), e come conspiracy (§ 371). Negli ultimi anni le procure federali hanno ottenuto condanne per schemi di poche decine di migliaia di dollari, e le sentenze pubblicate riguardano imprenditori, avvocati, dirigenti, non solo lobbisti.
03Gli stranieri
Chi non ha la green card non può donare, nemmeno un dollaro
La seconda norma riguarda direttamente il lettore italiano. «È illegale per un cittadino straniero, direttamente o indirettamente, fare una contribuzione o donazione di denaro o altra cosa di valore ... in relazione a un'elezione federale, statale o locale», a un comitato di partito, o una spesa per comunicazione elettorale; ed è illegale per chiunque «sollecitare, accettare o ricevere» una tale contribuzione (52 U.S.C. § 30121(a)). «Cittadino straniero» è chiunque non sia cittadino o national degli Stati Uniti «e non sia legalmente ammesso alla residenza permanente» (§ 30121(b)(2)): l'italiano con la green card può donare, quello con un visto — di lavoro, di investimento, di studio — no, e nemmeno la società straniera, né la LLC americana con i soldi del socio italiano. Non c'è una soglia: il divieto vale per qualsiasi importo e per qualsiasi elezione, anche comunale.
Lo straw donor è il modo classico con cui il denaro straniero entra nelle campagne: l'imprenditore straniero che fa donare i dipendenti americani e li rimborsa, il socio con visto che «passa» i soldi al socio cittadino, la moglie americana che dona con i fondi del marito straniero. Ogni partecipante viola il § 30122; il finanziatore straniero e chi lo aiuta violano anche il § 30121; le pene del § 30109(d) e del § 1001 si sommano. Per lo straniero la condanna è, in più, un reato che chiude il visto e la residenza.
04La zona grigia che non esiste
Il biglietto per la cena, il bonus, la LLC
Tre situazioni sembrano innocue e non lo sono. Il biglietto per la cena di raccolta fondi pagato dal datore di lavoro al dipendente è una contribuzione del datore in nome del dipendente. Il bonus «per la donazione» è un rimborso. La contribuzione fatta attraverso una LLC che non ha un'attività propria e riceve il denaro dal socio è, per la FEC, una contribuzione del socio, e se il socio è straniero è una contribuzione straniera.
Chi vuole sostenere un candidato ha una sola strada: donare con il proprio denaro, entro i limiti, con il proprio nome, se ha il diritto di farlo. E chi non ha il diritto — perché non è ancora residente permanente — non ha una strada, e nessun prestanome gliela apre.
Il donatore di comodo non aggira un limite: dichiara alla FEC una cosa falsa, per conto di qualcuno che spesso non poteva nemmeno cominciare.
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