01La regola
Turpitudine morale: la frode è sempre dentro
«Qualsiasi straniero condannato per, o che ammetta di aver commesso, ... un reato che comporta turpitudine morale (diverso da un reato puramente politico) o un tentativo o una cospirazione per commetterlo» è inammissibile negli Stati Uniti (8 U.S.C. § 1182(a)(2)(A)(i)(I)). La turpitudine morale non è definita dalla legge; la giurisprudenza amministrativa e federale la riconosce, senza eccezioni di rilievo, in ogni reato che ha tra i suoi elementi la frode, l'inganno o l'intento di sottrarre ad altri ciò che spetta loro. I reati del prestanome sono quasi tutti di questo tipo: la bancarotta fraudolenta, le fatture per operazioni inesistenti, la dichiarazione fraudolenta, la sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, il riciclaggio, il trasferimento fraudolento di valori nella sua finalità elusiva, il falso.
Esiste un'eccezione per il reato minore: l'inammissibilità non scatta se lo straniero ha commesso un solo reato e «la pena massima possibile per il reato ... non superava un anno di reclusione e, se condannato, lo straniero non è stato condannato a una pena detentiva superiore a 6 mesi (indipendentemente dalla misura in cui la pena è stata poi eseguita)» (§ 1182(a)(2)(A)(ii)(II)). Il primo requisito guarda al massimo edittale italiano, e per i reati di questa categoria lo esclude quasi sempre: la bancarotta fraudolenta arriva a dieci anni, l'emissione di fatture false a otto, l'art. 512-bis a sei, la bancarotta semplice a due. Il secondo guarda alla pena inflitta compresa la parte sospesa: sei mesi e un giorno con la sospensione condizionale è, per il consolato, una pena superiore a sei mesi.
02Aggravated felony
Diecimila dollari, e le condanne straniere entro quindici anni
Per chi vive negli Stati Uniti con un permesso o con la green card la categoria più grave è quella dell'aggravated felony, che comporta l'espulsione senza quasi nessun rimedio e l'esclusione permanente. La definizione comprende «un reato che (i) comporta frode o inganno in cui la perdita per la vittima o le vittime supera i 10.000 dollari; o (ii) è descritto nella sezione 7201 del titolo 26 (evasione fiscale) in cui la perdita di gettito per il Governo supera i 10.000 dollari» (8 U.S.C. § 1101(a)(43)(M)), e «un reato descritto nella sezione 1956 del titolo 18 (riciclaggio) o 1957 ... se l'ammontare dei fondi ha superato i 10.000 dollari» (lett. D). E vale per le condanne straniere: «il termine si applica a tale reato in violazione della legge di un Paese straniero per il quale la pena detentiva è stata completata nei quindici anni precedenti».
Diecimila dollari sono una soglia che i reati italiani del prestanome superano quasi per definizione. L'omesso versamento IVA è reato in Italia sopra i 250.000 euro; le fatture false di una cartiera valgono milioni; la bancarotta fraudolenta ha per vittime i creditori di un'intera impresa. La condanna italiana per questi fatti, con la pena finita da meno di quindici anni, è un aggravated felony per il diritto americano, qualunque sia stata la pena concreta: anche una pena sospesa, anche un patteggiamento, che per il diritto americano è una conviction a tutti gli effetti (§ 1101(a)(48)).
03In pratica
Il modulo, la domanda, e la falsa dichiarazione che pesa più della condanna
Il modulo di domanda del visto chiede se il richiedente sia mai stato arrestato o condannato per qualsiasi reato, in qualsiasi Paese, anche se poi graziato o riabilitato; l'ESTA e le domande di residenza fanno domande analoghe. Il prestanome condannato in Italia che risponde «no» aggiunge alla condanna una falsa dichiarazione per ottenere un beneficio migratorio: l'inammissibilità permanente dell'art. 212(a)(6)(C)(i), che non si prescrive, e il reato federale di frode di visto. È la combinazione peggiore, e la più frequente: chi ha un patteggiamento a un anno con la sospensione condizionale tende a credere di non avere «una condanna».
Chi risponde sì affronta una valutazione in cui contano il testo della sentenza italiana, la norma di condanna, la pena inflitta, il tempo trascorso. Alcuni waiver esistono per l'inammissibilità da turpitudine morale, ma non per l'aggravated felony di chi è già residente. Il momento in cui si decide tutto questo è, come sempre, in Italia: nella scelta del capo d'imputazione su cui si patteggia, nella pena concordata, nel testo della sentenza. Il prestanome che ha in mente di andare negli Stati Uniti — o di restarci — dovrebbe dirlo al proprio difensore italiano prima, non al consolato dopo.
04La direzione opposta
La condanna americana che torna in Italia
Il cittadino italiano condannato negli Stati Uniti — per straw purchase, per frode bancaria, per riciclaggio — non lascia la condanna oltreoceano. Il Ministro della giustizia, quando riceve una sentenza penale straniera pronunciata nei confronti di cittadini italiani, la trasmette al procuratore generale per il riconoscimento (art. 730 c.p.p.), e la sentenza straniera può essere riconosciuta «per stabilire la recidiva o un altro effetto penale della condanna», «quando la condanna importerebbe, secondo la legge italiana, una pena accessoria», per le misure di sicurezza e per gli effetti civili (art. 12 c.p.), purché sia irrevocabile e rispetti i principi fondamentali dell'ordinamento (art. 733 c.p.p.). La condanna riconosciuta entra nel casellario. E anche senza riconoscimento formale, le autorità di pubblica sicurezza valutano le condanne estere per le licenze, il porto d'armi e i requisiti di onorabilità, e i registri per le cariche societarie chiedono le interdizioni adottate in altri Stati.
Per l'italiano che ha prestato il nome in America a una frode e conta di «tornare a casa» pulito, questa è la parte che manca dal calcolo: la frode americana è una frode anche a Roma, e i dieci anni di inabilitazione per bancarotta hanno un equivalente per chi torna con un felony di frode.
Il prestanome condannato non ha prestato solo il nome: ha prestato il casellario, e con il casellario il passaporto.
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