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Stati Uniti · Fisco

Il fisco americano e il nominee

Il fisco americano non ha bisogno di dimostrare che l'intestazione è finta per prendersi il bene: gli basta che il contribuente lo usi, lo paghi e lo controlli. E per chi ha conti all'estero intestati ad altri, la regola è ancora più diretta: il conto del cugino è, per la legge, un conto tuo.

01Il vincolo

Il nominee lien: il bene del prestanome risponde del debito del contribuente

Quando un contribuente non paga, «l'importo ... costituisce un vincolo a favore degli Stati Uniti su tutti i beni e diritti su beni, mobili o immobili, appartenenti a tale persona» (26 U.S.C. § 6321). La parola che conta è «appartenenti»: l'IRS ha elaborato da decenni la dottrina per cui un bene formalmente intestato a un terzo appartiene al contribuente se il terzo è un suo nominee, e in quel caso iscrive il vincolo direttamente sul bene del terzo — il nominee lien — e procede alla vendita forzata senza passare da una causa di simulazione.

I fattori sono scritti nel manuale operativo dell'agenzia, che li dichiara «né esaustivi né esclusivi»: il contribuente possedeva il bene in precedenza; il nominee ha pagato poco o nulla; il contribuente conserva il possesso o il controllo; continua a usare e godere del bene come prima del trasferimento; ne paga tutte o quasi tutte le spese; il trasferimento è avvenuto per finalità di elusione fiscale (Internal Revenue Manual 5.17.2.5.7.2). Sono le stesse domande della pagina su come si scopre un prestanome, formalizzate da un'amministrazione che le applica ogni giorno. Il prestanome che vuole salvare il bene deve dimostrare di averlo comprato e di usarlo davvero; e se il trasferimento è avvenuto senza corrispettivo adeguato dopo che il debito era sorto, la legge gli attribuisce direttamente il debito, come cessionario, nei limiti del valore ricevuto (§ 6901).

02Il reato

Intestare beni ad altri è un «atto affermativo» di evasione

L'evasione fiscale federale è un felony: «chiunque volontariamente tenta in qualsiasi modo di eludere o vanificare qualsiasi imposta ... o il suo pagamento» è punito con una multa fino a 100.000 dollari (500.000 per le società) e la reclusione fino a cinque anni, oltre alle spese del procedimento (26 U.S.C. § 7201). Il reato richiede un «atto affermativo», e la Corte Suprema ha spiegato nel 1943 quali sono: tenere una doppia contabilità, fare registrazioni false, distruggere i registri, «occultare i beni o coprire le fonti di reddito», gestire i propri affari in modo da evitare le registrazioni usuali, e in generale ogni condotta il cui effetto probabile sia ingannare o nascondere (Spies v. United States, 317 U.S. 492 (1943)). Intestare la casa alla figlia, o il conto alla compagna, quando il fisco bussa è la forma più elementare di occultamento dei beni: il nominee non è una difesa, è la prova dell'atto affermativo.

Accanto all'evasione c'è il falso nella dichiarazione, che colpisce chi «volontariamente redige e sottoscrive qualsiasi dichiarazione ... che non ritiene vera e corretta in ogni elemento rilevante»: tre anni e 100.000 dollari (§ 7206(1)). Il prestanome che dichiara come propri redditi che sono di un altro, o non dichiara quelli del bene intestato a lui, commette questo reato in prima persona. La prescrizione per l'evasione e per il falso è di sei anni (§ 6531).

03I conti esteri

FBAR: il conto del cugino è un conto tuo

Ogni persona americana — cittadino, residente, società — con conti finanziari all'estero il cui valore complessivo superi 10.000 dollari nell'anno deve dichiararli al Tesoro con il Report of Foreign Bank and Financial Accounts, l'FBAR (31 U.S.C. § 5314; 31 CFR 1010.350). E il regolamento risolve il prestanome in una riga: ha un «interesse finanziario» nel conto anche la persona americana per cui il titolare formale è «una persona che agisce come agente, nominee, procuratore o in altra veste per conto della persona americana rispetto al conto» (31 CFR 1010.350(e)(2)(i)), o una società da lei controllata oltre il 50 per cento. Il conto italiano intestato al cugino ma alimentato, usato e controllato dall'americano è un conto dell'americano; e il cugino, se a sua volta è una persona americana, ha una firma su un conto altrui che deve dichiarare anche lui.

Le sanzioni sono civili e severe. Per la violazione non volontaria, fino a 10.000 dollari per violazione (adeguati all'inflazione), salvo giusta causa; per quella volontaria, il maggiore tra 100.000 dollari e il 50 per cento del saldo del conto non dichiarato (31 U.S.C. § 5321(a)(5)). Nel 2023 la Corte Suprema ha stabilito che la sanzione non volontaria si applica per dichiarazione omessa, non per ogni conto (Bittner v. United States, 598 U.S. 85 (2023)); per quella volontaria il calcolo resta per conto e per anno, e il Tesoro definisce volontaria anche la cecità deliberata. Alla dichiarazione FBAR si aggiunge, sulla dichiarazione dei redditi, il Form 8938 per le attività finanziarie estere sopra le soglie (26 U.S.C. § 6038D), con sanzione di 10.000 dollari per omissione.

04La via d'uscita

Le procedure di regolarizzazione

L'IRS offre da anni procedure per chi ha omesso di dichiarare conti e beni esteri, o ha usato prestanome per nasconderli, e vuole regolarizzarsi prima di essere scoperto: le streamlined procedures per chi può attestare che l'omissione non è stata volontaria, con sanzioni ridotte o azzerate, e la voluntary disclosure practice per chi sa di aver agito volontariamente e vuole evitare il procedimento penale. La seconda non dà un'immunità garantita, ma il Dipartimento della Giustizia storicamente non persegue chi si presenta spontaneamente, collabora e paga. La condizione è una: che la disclosure arrivi prima che l'IRS abbia avviato un'indagine o ricevuto un'informazione — dalla banca estera, dallo scambio automatico, da un ex coniuge — che la renda non più «volontaria». Per un americano con beni in Italia, dove lo scambio di informazioni con gli Stati Uniti funziona nella direzione Italia → USA, il tempo utile è spesso più breve di quanto si creda.

Per il fisco americano il prestanome non nasconde il bene: lo rende un atto affermativo di evasione, con il nome del contribuente già scritto sopra.